Disabilità e femminilità

Chi ha detto che disabilità e femminilità non possono andare d’accordo?

Ho fatto una piccola ricerca su internet e devo dire che ho trovato una certa difficoltà a leggere articoli che includessero queste due parole. Evidentemente è un argomento di cui si scrive poco e se ne parla ancora meno, probabilmente a causa dei soliti pregiudizi a cui siamo tristemente abituati.

Dopo aver pubblicato il mio articolo sulla “Disabilità In-Visibile“, ho ricevuto alcune mail  dove mi si chiede come riesco a gestire i miei dolori e a mostrarmi sempre curata e femminile.

Per quanto riguarda i dolori, non sono un medico e quindi non pubblicherò nessun consiglio in merito, in quanto sappiamo benissimo che ognuno di noi risponde in maniera diversa ai farmaci e soprattutto non esiste un solo tipo di dolore ma diversi, anche in base alla propria patologia. Rispondo invece volentieri alla seconda parte della domanda, quella che riguarda il mio aspetto.

Nella mia vita ho svolto diversi lavori. Appena diplomata inizia a lavorare per alcuni anni come contabile in una  società finanziaria, per poi diventare in seguito team manager in un’agenzia marittima. Quando dovetti licenziarmi a causa dell’aggravamento della malattia, non mi persi d’animo e presi il diploma prima di truccatrice e poi di onicotecnica (ricostruzione e decorazione delle unghie), con l’obiettivo di frequentare successivamente un corso per diventare Image Consultant (consulente d’immagine). Purtroppo però non sono riuscita a portare a termine questo progetto, sia per impedimenti economici e fisici, sia per la mia costante dedizione al volontariato. Ma è un sogno che non ho archiviato, l’ho solo momentaneamente riposto nel cassetto vicino al letto. Quindi, come avete sicuramente capito, la passione per la moda e per il trucco l’ho sempre avuta, non ho fatto altro che adattarla alla mia condizione e i suoi meravigliosi “up and down”.

Non è certo facile riuscire a coniugare il proprio gusto con i limiti fisici e motori, e trovare una propria identità nell’abbigliamento adattandosi a qualcosa che non ci appartiene. Ognuna di noi deve fare i conti con diverse problematiche: c’è chi è costretta sulla sedia a rotelle, chi fa uso del deambulatore, chi porta la stampella o il bastone; chi non può mettere i tacchi, chi non riesce a indossare maglie con i bottoni o  cerniere, chi non usa la gonna o i pantaloni; c’è chi è intollerante ai cosmetici, chi non ne mette o chi vorrebbe ma non sa come fare.  I limiti sono tanti e la nostra condizione come sappiamo può variare di giorno in giorno, ma vi assicuro che riuscire ad avere un’immagine curata è davvero semplice.

Per iniziare, e mi rivolgo in particolare alle donne con patologie invisibili, dovete togliervi dalla testa pensieri come “Se vado alla visita truccata e vestita bene non mi prenderanno mai sul serio”,  state serene che intanto non cambia nulla. Se ci andate trasandate, con le occhiaie e i capelli sporchi, invece che per ipocondriache vi prenderanno per depresse. Ho passato anni a nascondere la mia femminilità per paura di non essere  ascoltata, e non ne ho ricavato un ragno dal buco. Anzi  sono anche riusciti a dirmi durate una visita “Signora lì sotto c’è del potenziale, lo mostri che non può che farle bene” (non commento oltre perchè questo è un argomento che tratterò in un altro articolo, e vi assicurò che vi piacerà molto!).

Dovete  sempre partire dal presupposto che almeno la metà dei medici (lo so, sono stata ottimista) e quasi la totalità delle persone che incontrate ogni giorno non sanno nulla delle malattie invisibili e associano sempre la disabilità alla solita figurina seduta, sciatta e depressa. Quindi non fatevi problemi e pensieri di nessun genere, e non permettete a nessuno di giudicarvi dal vostro aspetto, e se qualcuno lo fa, fateglielo gentilmente notare. So bene che non servirà a nulla, l’ottusità del genere umano rimane un male incurabile, ma nessuno ha diritto di toglierci la nostra dignità e per nessuna ragione al mondo,  quindi mai vergognarsi o peggio sentirsi in colpa per apparire diverse da quello che le persone si aspettano di vedere.

Quando ci  prepariamo per uscire prima di tutto dobbiamo sentirci in pace con noi stesse, senza aver l’ansia di dover dimostrare o mostrare qualcosa. Se ci va di indossare una gonna piuttosto che un pantalone, o un sandalo piuttosto che una sneakers, non dobbiamo essere condizionate dai pregiudizi che giudicano il grado di dolore o disabilità dall’immagine. Si possono usare piccole strategie per essere comode ma allo stesso  tempo alla moda e femminili, e soprattutto  senza spendere un capitale e senza per forza andare in giro per negozi, visto l’impegno fisico che lo shopping richiede . Esistono ade esempio anche sartorie specializzate in abbigliamento per disabili che adattano il capo alle esigenze specifiche della persona, e negozi online per trovare ausili pratici senza rinunciare all’estetica (ad esempio il bastone nella foto l’ho comprato su internet perchè nei negozi me li hanno proposti solo neri o marroni, di una tristezza infinita). La stessa cosa riguarda il trucco, purtroppo molte di noi sono  intolleranti a tanti cosmetici, facilmente ai prodotti per gli occhi a causa ad esempio di una grave secchezza oculare che rende l’occhio particolarmente sensibile e facile alle infezioni. Si può ovviare a questo problema  limitando l’uso di alcuni trucchi e scegliendone altri specifici o valorizzando un particolare del viso piuttosto che un altro. Idem  per l’igiene personale, le creme, lo shampoo ecc, ci sono tantissimi prodotti che possono essere usati e provati per capire se sono adatti o meno alle nostre esigenze, alla nostra voglia di essere comunque belle e in ordine.

In base alla mia esperienza personale (perdonatemi se non sarò brava come la Ferragni) cercherò di darvi dei consigli pratici e facilmente realizzabili su abbigliamento, trucco, capelli ecc, con l’obiettivo di  superare insieme alcuni ostacoli, valorizzando il nostro corpo. Credo fermamente che stare bene con noi stesse, assecondando i nostri desideri senza farci condizionare da pregiudizi o pensieri negativi, faccia parte di un benessere mentale indispensabile per affrontare disabilità e malattie come le nostre. Niente ci deve impedire di essere quelle che ci sentiamo dentro. Il concetto di femminilità deve includere ogni donna con qualsiasi caratteristica fisica, superando quell’ideale di bellezza e  perfezione che ogni giorno ci viene propinata sotto qualsiasi forma e attraverso tutti i canali possibili. Dobbiamo essere libere di mostrarci nel modo che ci è più congeniale, senza limiti o imposizioni, assecondando il nostro vissuto corporeo ed emotivo. Una donna può e deve amarsi nonostante la sua condizione, visibile o meno.

Affrontare le difficoltà continuando a valorizzarsi anche quando l’aspetto fisico sembra l’ultimo dei problemi, è un alleato prezioso per non lasciarsi andare. Una sfida da superare ogni giorno per sentirsi sempre fiera di sé.

41351741_2153833691553611_7922763159742447616_nInviatemi le vostre domande o i suggerimenti che volete condividere, a lazebrarosa@gmail.com, in risposta pubblicherò degli articoli che troverete nella categoria corrispondente (ad es: disabilità e femminilità, moda, trucco, capelli, igiene personale, ecc).

Ps: il vetrinista è Nello ♥  il mio piccolo chiwawa.

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