La “nevrosi” di Beppe Grillo

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Sono davvero rimasta allibita dalle parole gridate come delle “simpatiche” battute, dal “Sig.” Beppe Grillo durante la festa pentastellata al Circo Massimo a Roma:

“Non sappiamo più un cazzo, siamo mezzi analfabeti, c’è un alfabetismo di ritorno che è pazzesco! Il 45% degli italiani capisce sommariamente quello che gli dici…farfuglia nei concetti, crede in cose incredibili… Ma chi siamo? Dove siamo? Siamo pieni di malattie nevrotiche, siamo pieni di autistici, l’autismo è la malattia del secolo. L’autismo non lo riconosci, per esempio è la sindrome di Asperger, c’è pieno di questi filosofi in televisione che hanno la sindrome di Asperger. Che è quella sindrome di quelli che parlano in quel modo e non capiscono che l’altro non sta capendo. E vanno avanti e fanno magari esempi che non c’entrano un cazzo con quello che sta dicendo hanno quel tono sempre uguale. C’è pieno di psicopatici…”.

Caro Beppe… carissimo concittadino Beppe, quante risate mi hai fatto fare quando ero piccola! Peccato che poi tu abbia deciso di intraprendere un’altra strada che di comico non ha niente, o meglio, non dovrebbe avere niente, perché poi in realtà noi cittadini  siamo costretti ad assistere quotidianamente a spettacoli penosi che rasentano il ridicolo, e che di risate ce ne fanno fare, ma amare, molto amare. Da quando ti sei messo in testa di fare politica, indipendentemente da quello che concitatamente farfugli (non capisco bene i tuoi discorsi, forse hai “una malattia nevrotica” o forse sono io che non riesco a comprenderti perché magari rientro in quel 45% di analfabeti che tanto ti danno fastidio), non riesci nemmeno più a strapparmi un mezzo sorriso. Ma questa volta, permettimi di dirtelo, l’hai fatta davvero grossa. Senza voler togliere nulla alla tua intelligenza,  permettimi di suggerirti che prima di fare certe uscite davvero poco felici, è forse utile collegare il cervello alla bocca e pensare a chi o cosa ci si sta riferendo in quel momento e soprattutto il contesto in cui lo si fa. Probabilmente nella tua bellissima villa a Sant’Ilario certe notizie non arrivano,  ma sai ci sono tante persone affette da malattie complesse e poco conosciute che di “psicopatico”, come le definisci tu, hanno ben poco, e ci sono anche tante Associazioni di volontariato che quotidianamente lavorano per diffondere informazioni corrette sulle varie patologie, facendosi un mazzo tanto per riuscire ad andare avanti e ad essere ascoltate dalle istituzioni.

Mi rivolgo a te, ma anche a tutti i tuoi vari colleghi “nemici”, che improvvisamente e miracolosamente si sono fatti paladini di tutte quelle famiglie che continuano a subire discriminazioni socio sanitarie e che vivono situazioni al limite della dignità umana, approfittando di questa tua uscita infelice solo per fare propaganda politica, fateci un gran favore: scendete da quel palco e studiate, perché gli analfabeti siete voi. Con la vostra ignoranza e superficialità non fate altro che incrementare pregiudizi, menefreghismo e indifferenza che continuano a persistere verso le persone affette da queste condizioni rare o meno, che devono quotidianamente scontrarsi con dei muri di cemento armato che, in una società civile, non dovrebbero nemmeno esistere.

Le risate del pubblico alle tue parole offensive sono solo un ulteriore conferma a quanto ho appena scritto, e forse fanno ancora più male, perché ci “regalano” ancora una volta quella consapevolezza che di strada ne abbiamo ancora tanta da fare, e come sempre sarà in salita e in completa solitudine.

Reputo davvero le tue parole meritevoli di condanna in quanto alimentatrici dell’emarginazione e della incomprensione che già contraddistingue queste patologie, e per questo dovresti almeno chiedere scusa pubblicamente e, permettimi di dirtelo, dovresti anche pensare a goderti la tua bella pensione lontano dai riflettori. Magari potresti prendere questa occasione per uscire di scena. Ma mi raccomando, fallo con eleganza, perché le persone spesso non si ricordano lo spettacolo ma, chissà perché, non dimenticano mai l’ultima battuta.

 

Copyright © 2018 – 2018 La Zebrah Rosa by Deborah Capanna

 

 

 

Una risposta a "La “nevrosi” di Beppe Grillo"

  1. Maria ottobre 23, 2018 / 8:04 am

    Mi piaceva di più quando faceva il comico…adesso e penoso

    Mi piace

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