La calma è la virtù di chi non è coinvolto

Questa la dedico a chi, ancora oggi, davanti a situazioni sanitarie e sociali disastrose riesce a dire frasi inutili come “ci vuole pazienza” o “con calma”. PROVATECI VOI a vivere come noi, e poi voglio vedere se avrete ancora il coraggio di nominare quella cazzo di calma.

“Provateci voi
a vivere anni di pellegrinaggi negli ospedali;
a fare centinaia di visite;
a spendere lunghe ore in sale d’attesa;
a sentirvi umiliati, derisi e abbandonati da chi invece dovrebbe aiutarvi;
a sopportare ogni giorno e ogni notte dolori devastanti;
ad ascoltare il vostro pianto nel silenzio di una solitudine senza fine;
a sentire e vedere la sofferenza dei vostri familiari;
a provare ad accettare di convivere tutta la vita con qualcosa che vi sta mangiando dentro e fuori;
a perdere tutto e cercare di salvare quello che è rimasto di voi anche se sembra impossibile;
a vedere gli anni scivolare via senza riuscire a viverli;
a guardarvi allo specchio e leggere negli occhi una stanchezza profonda che arriva fino all’anima;
a combattere tutti i giorni contro i mulini a vento;
a prendere mille porte in faccia;
a sostenere sguardi pieni di indifferenza;
a crollare per poi rialzarvi cercando di non perdere mai la speranza; a essere ad un passo dalla meta e ancora una volta scontrarsi con il menefreghismo e la diffidenza;
a elemosinare aiuto come se la vostra vita valesse meno di un euro;
a sorridere a chi vi ha distrutto;
a non urlare la vostra rabbia;
a non sputare su chi vi ha illusi e poi delusi;
a non smettere di credere che da qualche parte ci sia ancora un pò di umanità.
Provateci,
e poi ditemi come si fa a rimanere calmi mentre vi rubano la vita.”

 

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Copyright © 2018 – 2018 La Zebrah Rosa by Deborah Capanna

2 risposte a "La calma è la virtù di chi non è coinvolto"

  1. Maria dicembre 8, 2018 / 2:18 am

    Si fa’ presto a dire ,calma e pazienza con la salute degli altri 👿👿

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  2. Julie dicembre 9, 2018 / 12:42 pm

    E poi rassegnarsi, e restare in silenzio, perché hai provato cosi tante volte a chiedere supporto, sentendoti chiudere le porte in faccia, che finisci per chiuderti e non domandare neanche più aiuto. Sai di avere una qualità di vita pessima, ma resti da solo in silenzio a casa tua, in una situazione grave che nessuno vuol vedere, neanche a Natale, festa per eccellenza della solidarietà.
    Mi ritrovo in ogni singola parola.

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