Come un’araba fenice

Ci sono, non mi sono persa nelle ferie estive… Ovviamente intendo in quelle degli altri, perché per le mie c’è ancora tanto da lavorare. Purtroppo non sono riuscita a togliermi l’insana abitudine di non andarci, “forse” per colpa delle poche risorse fisiche ed economiche.

Ritornando a noi, ormai vi considero parte di me, c’eravamo lasciati con la visita chirurgica che avevo fatto dopo aver scoperto la visceroptosi. Il chirurgo mi aveva proposto l’intervento per la ricostruzione del pavimento pelvico, rovinosamente prolassato per la “presunta” collagenopatia di cui ancora nessuno mi ha dato certezza (potrei scrivere un lungo racconto sugli esami genetici, lo farò sicuramente con calma più avanti).

Purtroppo in questi due mesi le cose sono precipitate rovinosamente, così in accordo con il chirurgo (che ricordo aver contattato io dopo una minuziosa ricerca, perché si sa che andare sotto i ferri non è proprio una passeggiata di salute e quindi del chirurgo bisogna non fidarsi, ma stra-fidarsi), si è deciso per una video laparoscopia esplorativa.

Ho fatto gli esami pre-ricovero il 2 Agosto, insieme alla visita con l’anestesista che, avendo io una situazione diciamo un tantino complessa, prima di dare l’ok all’intervento ha voluto altri accertamenti che per fortuna sono riuscita a fare nonostante il periodo non proprio fortunato. Le probabilità di riuscire a fare degli esami o delle visite urgenti ad Agosto sono pari a quelle di buttarsi dal 5° piano e riuscire a centrare un cestino della spazzatura, di quelli piccoli da scrivania.

Nell’attesa dell’operazione la situazione non è certo migliorata. Al dolore in fossa iliaca si è sommato il dolore al fianco, un bruciore di stomaco talmente inteso e farmaco resistente, che in alcuni giorni mi impedisce anche di mangiare, e gioia delle gioie, c’è stato anche il grande ritorno del ciclo che, dopo 8 mesi di nulla totale (gli ormoni mi dicono di essere in menopausa addirittura da due anni), mi sta facendo compagnia interrottamente ormai da più di 20 giorni.

Questi mesi mi hanno debilitata moltissimo, sono l’ombra di quella che ero, e il caldo non mi sta di certo aiutando. E purtroppo non solo il caldo. Ho davvero tanto da raccontarvi, cose difficili da accettare anche per me. L’abbandono in cui continuo e continuiamo a vivere è disarmante. Nonostante tutti i miei forzi, il mio lavoro di volontariato e la mia cocciutaggine, la situazione non è certo migliorata come avrebbe dovuto.

Confido di riuscire a uscire da questo ennesimo tunnel in cui sono finita, di riuscire a risorgere dalle ceneri come un’araba fenice, e ritornare a combattere come so fare io, contro la negligenza, l’ignoranza, la supponenza, l’oppurtunismo, la falsità, la burocrazia maledetta…. insomma contro tutto quello che fa parte della nostra vita, da sempre.

Domani mi ricovererò all’Ospedale Sant’Andrea di La Spezia, e mercoledì mattina mi faranno l’intervento. Come sempre vi porterò con me, in questo nuovo luogo di villeggiatura (come sapete di solito frequento l’Hotel San Martino). Forse il cibo sarà migliore, forse diventerò amica con la compagna di stanza, forse troverò degli infermieri simpatici con cui scambiare qualche battuta, forse l’intervento mi risolverà qualche problema. Forse. Il mio tempo, e quindi la mia vita, è sempre stato scandito da una serie infinita di punti di domanda. Chissà che un giorno, qualcuno, non riesca a darmi quella risposta che mi è sempre mancata.

debfenice

© La Zebrah Rosa by Deborah Capanna

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