Scusa se…

Ci sono delle scuse che vorremmo tanto sentire ma che non arriveranno mai. Scuse che pesano come macigni; scuse che potrebbero ricucire vecchie ferite che fanno ancora un male terribile, continuo e profondo. Pochi comprendono l’importanza di chiedere scusa, soprattutto in situazioni particolari, estreme, di grande disagio. “Scusa” è un sentimento, un modo per essere umani in una società che di umanità ne ha persa tanta. Non si può far finta di niente, non si può mettere la parola fine senza ricevere le scuse che meritiamo. Il danno resta, silenzioso ma presente. Manca il punto a capo, manca la spinta per passare oltre. Manca la rivalsa, la rinascita, la conferma di non essere mai stati sbagliati.

Scusa se…
 
Scusa se non ti ho ascoltata, se sono stato superficiale, se non ho approfondito abbastanza quando avrei potuto farlo.
Scusa se mi sono fermato al tuo aspetto senza cercare di andare oltre.
Scusa se ho sbagliato a giudicarti, se ho erroneamente confuso il tuo disagio con un problema che volevo vedere solo io.
Scusa se non ti ho creduta, se ho continuato ad ascoltare solo me stesso.
Scusa se ho sbagliato, se non ho riflettuto abbastanza, se ti ho prescritto terapie inadeguate peggiorando solo la tua salute.
Scusa se non ho pensato alle conseguenze che avrei potuto causare a te e alla tua famiglia.
Scusa se non mi sono preoccupato di chiederti se avessi ancora una qualità di vita dignitosa.
Scusa se non ho provato a indirizzarti verso chi avrebbe potuto aiutarti.
Scusa se non ho pensato che per te fossi l’ultima speranza.
Scusa se ti ho illusa e poi delusa, se non sono stato corretto, se non ti ho detto che non avrei potuto aiutarti.
Scusa se ho scaricato su di te la frustrazione di non riuscire a dare un nome al tuo male.
Scusa se ti ho fatta sentire sbagliata, se ti ho fatto credere che la causa della tua malattia fossi tu.
Scusa se ti ho procurato una sofferenza psicologica oltre a quella fisica che già stavi sopportando con grande coraggio…Un coraggio che non ti ho riconosciuto, quando avrei potuto alimentarlo per darti ulteriore forza per combattere la tua battaglia.
Scusa se sono stato troppo sicuro di me per ammettere che stavo sbagliando, che da solo non avrei mai potuto capire veramente cosa ti affiggeva.
Scusa se non ti ho risposto alle mail, se non mi sono fatto trovare.
Scusa se sono stato sgarbato quando quello che avresti voluto sentirti dire era solo una semplice parola di conforto.
Scusa se ai tuoi timidi sorrisi, che nascondevano la naturale paura della malattia, ho risposto con gesti frettolosi, liquidandoti come fossi una seccatura.
Scusa se ti ho lasciata sola, condannandoti a subire mille volte la stessa tortura.
Scusa se ti ho costretta ad affrontare viaggi lunghi e costosi quando avrei potuto semplicemente chiamare il collega.
Scusa se ho messo me stesso davanti alla tua salute.  
Scusa se ti ho fatta sentire inferiore, se ho deriso la tua intelligenza.
Scusa se ti ho fatto perdere del tempo prezioso che nessuno potrà mai ridarti indietro.
Scusa se non ti ho mai chiesto scusa, per orgoglio o per paura.

Deborah Capanna, malata invisibile.

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La Zebrah Rosa™ by Deborah Capanna

Caro amico ti scrivo…

Esattamente un anno fa scrissi questa lettera di getto, come sempre dettata dalle mille emozioni che cerco e divoro ogni giorno. Ho deciso di pubblicarla sul blog perché l’umanità e l’empatia non dovrebbero conoscere confini, soprattutto quelli dettati da una società che ci vuole indifferenti, superficiali ed egoisti. Il mio cuore non sempre segue la ragione, e so che molte volte dovrebbe ascoltarla un pò di più; ma si sa che io sono questa, quella del vivi tutto e vivi adesso.

Ciao Roberto,

ho deciso di scriverti una lettera perché a voce non riesco a dirti quello che vorrei, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per timidezza, vuoi perché non riesco mai ad aprirmi come vorrei, vuoi perché il rapporto medico – paziente forse non prevede questo tipo di confidenza, una confidenza che molti sicuramente vedranno come lo sconfinamento di un limite che non si può oltrepassare. Ma io sono quella che non ama i confini, quella che non mette regole alle parole, soprattutto se dettate dal cuore. Continua a leggere

L’ultimo battito

Vorrei dirti tante cose,
ma non posso,
o non voglio,
o semplicemente non ci riesco.
Perché ho paura di non essere capita,
creduta,
voluta.
E allora le tengo per me,
per non metterti in imbarazzo,
per non costringerti a dirmi che forse ho sbagliato,
che probabilmente ho frainteso,
che ho vissuto dentro una storia solo mia.
Continuerò a volerti,
ma lo farò in silenzio.
Scriverò di te,
attraverso i pensieri di qualcun altro,
che diventeranno i miei.
E chissà che un giorno,
leggendoli per caso,
non ti venga voglia di scrivermi.
Allora capirai che ti ho sempre amato,
dal primo giorno,
dal primo istante,
dal primo battito.

Deborah Capanna

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La Zebrah Rosa by Deborah Capanna

Un altro anno è volato via…

Un altro anno è volato via. Un altro anno fatto di tante cose: regalate, volute, cercate, odiate, amate, sudate.

Ogni giorno ho pensato a qualcuno o qualcosa per cui valesse la pena alzarmi.

Ogni giorno ho cercato un motivo per vestirmi, mangiare, vivere.

Sono morta e rinata almeno un centinaio di volte.

Molte volte ho combattuto per Continua a leggere

I miei 45 anni

Di solito ai compleanni si tirano le somme sulla propria vita, sul percorso fatto e sugli obiettivi ancora da raggiungere. Ma ormai da tempo, nel giorno in cui compio gli anni, il mio più grande sforzo è invece proprio quello di non pensare, e quindi di evitare di fare il bilancio della mia vita.

Ovviamente, essere Presidente di una Associazione onlus per malati rari e orfani di diagnosi non è mai Continua a leggere

Come un vuoto a rendere

Quante volte si può riutilizzare un vuoto a rendere? Forse 10 o 20, dipende se di vetro o di plastica. Ma a chi bisogna renderlo? Probabilmente a chi te l’ha venduto, o forse si deve semplicemente gettare dentro il contenitore per la raccolta differenziata…..

E’ così che certe persone riescono a farmi sentire: un vuoto a rendere. Mi hanno svuotata della mia energia, della Continua a leggere